Postato su 31. Gennaio 2017 In Missioni

“Con Maria, Generazione Missionaria: o Cristo o niente!”

BRASILE, Lucas Campana, via jumasbrasil.com.br

“Con Maria, Generazione Missionaria: o Cristo o niente!” è stato il motto che ha incitato quasi 100 giovani di diverse città del Paraná a partire per la missione e lasciare un po’ dell’amore di Cristo nelle case e nella comunità. Tutti si sono riuniti a Cornelio Procopio per cominciare, nel pomeriggio del venerdì 13, la seconda giornata pre-missione che, organizzata dai sacerdoti, era piena di consigli affinché tutto andasse bene durante la missione. Poco dopo, alle 17, si è celebrate la messa ed è stato il momento dell’invio, dove ogni missionario ha trovato la sua coppia.

In quest’anno 2017, la città scelta è stata Abatia, che si trova a una sessantina di kilometri da Cornelio Procopio. E dal momento dell’ arrivo hanno dimostrato una grande gioia nel ricevere la Gioventù Maschile. Vari membri della comunità aspettavano i missionari di fronte alla parrocchia per riceverli e offrire loro un aperitivo. Ogni comunità si è poi diretta alla scuola dove avrebbe trascorso otto giorni con impegno in unità.

Il sabato hanno avuto un ritiro con gli assessori affinché tutti potessero riflettere sulla settimana che avrebbero vissuto, in modo da entrare nello spirito della missione. Con il cuore motivato, tutti sono partiti nel pomeriggio per il primo momento di visita alle case. Nel giro di due giorni, mentre i missionari acquistavano maggiore esperienza, anche le famiglie si sono fatte più ricettive.

Il centro della Missione Cristo Tabor 2017 è stato Maria

La cappella, il sito più importante della comunità, ha cominciato ad ospitare momenti di spiritualità molto forti. Lucas Braga, uno dei responsabili della spiritualità, ha così commentato riguardo alla preparazione di questi momenti: “Quando abbiamo cominciato a preparare la spiritualità della Missione di Cristo Tabor nel 2017, ci siamo trovati di fronte alla difficoltà di smettere di fare le stesse cose, di cercare di cambiare molte dinamiche ed esperienze. Questo non era un desiderio solamente di Paraná, ma dello spirito di Jumas Brasile. L’idea principale era sempre cercare di sorprendere i missionari, fare qualcosa che loro non si aspettavano”. Come dice il motto, il fulcro della MCT 2017 (Misión de Cristo Tabor 2017) era Maria, e Luca rafforza la ragione: “La decisione di Maria come un elemento centrale delle missioni è stata una decisione facile, essendo l’anno giubilare dedicato ad essa, come stabilito dalla CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile). Ora, però, dobbiamo cercare di parlare di Maria in modo diverso perché, che ci piaccia o no, la spiritualità delle missioni è sempre stata mariana. A partire da questo, la regionale Paraná ha deciso di cercare punti di vista oltre Schoenstatt per preparare le esperienze, al fine di cercare di non parlare di ciò che è stato detto più volte” – e aggiunge – “Sfortunatamente non abbiamo potuto cambiare molto la struttura della spiritualità delle missioni, però il risultato spero che sia stato buono. Questo, naturalmente, dipende molto dall’esperienza di ogni missionario. Per me è stata una missione eccezionale perché ho potuto approfondire ulteriormente lo spirito missionario. Naturalmente, non possiamo dimenticare che il risultato finale della spiritualità è stato possibile solo grazie a tutto il team di segreteria della regionale Parana, ai consulenti e soprattutto alla assistenza della Madre di Dio, che ci guida sempre affinché tutto vada secondo la volontà del suo Figlio “.

La Notte Missionaria e la Notte della Gioventù

Come da tradizione, durante la settimana ci sono state due notti speciali: la Notte Missionaria e la Notte della Gioventù. Nella prima, c’è stata una cena seguita da un tempo più rilassato  in cui una comunità consegna un dono all’altra e termina con un forte momento di spiritualità. La seconda è una grande celebrazione dei missionari per la comunità. Comincia con diversi canti animati e termina con un’ adorazione, ricordando le due caratteristiche principali della MCT: la gioia e l’amore per Cristo.

La missione si rinnova

Come succede da qualche anno a questa parte, la Missione si è rinnovata molto in relazione ai missionari. Quest’anno, quasi la metà di loro ha partecipato per la prima volta. La testimonianza di Paulo Henrique Rigon ben ritrae come i ragazzi vivono la prima esperienza: “In un primo momento, ero molto ansioso di andare, ma con una paura di non riuscire ad adattarmi alla mia comunità e di non essere in grado di parlare nelle case. Tuttavia già il primo giorno sono stato accolto molto bene, sia nella comunità che nella città. E ‘stato divertente svegliarsi ogni giorno insieme ad altre persone fantastiche e sapere che avrei potuto fare la differenza per qualcuno che ha solo bisogno di una persona che li ascolti. Un’altra cosa molto buona delle missioni è la vicinanza che abbiamo con le persone che soggiornano nella loro comunità, fino al punto che, quando tornerò a casa, mi mancherà il fatto di svegliarmi alle 7 del mattino. Per non parlare delle esperienze: una migliore delle altre! Sempre molto toccanti che ci fanno riflettere su quanto siamo piccoli”.

Nelle missioni realizzate ad Abatia, i tre responsabili erano Thiago Jose, Luis Fernando Funari e Renan Aprígio. Sono loro che, con l’aiuto del Comitato Centrale, hanno fatto sì che tutto risultasse nel modo più soddisfacente possibile. Naturalmente è stato richiesto un grande sforzo, oltre alla dedizione e alla forza della comunità per aiutare i missionari. Thiago, coordinatore generale, spiega circa la scelta della città per la missione: “Non avrebbe potuto essere migliore. Sono stati giorni di grande tensione fino a quando abbiamo scelto la città nella quale saremmo andati in missione, e in qualità di coordinatore di queste missioni soffrivo ancora di più per tutta questa incertezza. Ma poi, la Madre di Dio era lì e, come sempre, ci dice di non preoccuparci, che tutto è nel piano di Dio, e dal nulla fa sì che tutto sia adeguato perché le missioni si realizzino nella città di Abatia “. E ancora aggiunge: “Posso dire che non abbiamo mai visto un’accoglienza così grande e amorevole in alter località, nel primo anno della missione nella città. La volontà della comunità di Abatia è stata enorme, tanto delle persone che ci hanno aiutato direttamente, così come la ricettività delle persone nelle loro case, che ci hanno sempre ricevuto veramente con le porte aperte, con un sorriso in viso e la gioia di essere lì. Quindi, ora la parola dopo la missione è la gratitudine, non c’è parola migliore. Gratitudine a Dio e di nuovo alla Madre per averci dimostrato la fiducia nel fatto che tutto andrà bene; un ringraziamento a tutti i missionari, in special modo a tutti quelli del comitato centrale che si sono impegnati per il buon esito di queste missioni; e un ringraziamento a tutta la comunità di Abatia che ha dato un vero spettacolo, grazie di nuovo”.

Dopo tutti questi giorni i missionari sono tornati a casa con la sensazione di aver lasciato tutto quello che potevano alla città di Abatia, ma la missione continua ora, quotidianamente, nelle piccole e grandi vicissitudini della vita personale di ognuno di loro.

 

Origine:  jumasbrasil.com.br

Originale: portuguese. Traduzione:

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