Postato su 2016-04-15 In Missioni

Val di Zoldo, missione a tutto tondo

ITALIA, por Giorgio Romagnoli •

Don Moreno ha dato la possibilità ad un gruppo di giovani universitari romani e alle loro famiglie di trascorrere i giorni più spiritualmente intensi dell’anno liturgico in una valle con paesaggi mozzafiato e immersa nella natura incontaminata. Oltre all’aria fresca i ragazzi hanno potuto respirare la stupenda atmosfera calorosa con la quale molti abitanti del luogo li hanno accompagnati nelle celebrazioni liturgiche.

Cosa ne pensano i ragazzi?

Eravamo un gruppo di cinquanta persone, molte delle quali non si conoscevano o si erano appena intraviste in parrocchia: bambini, adolescenti, universitari, genitori, sacerdoti; insomma di tutte le qualità! Prima di arrivare le domande su cosa significasse veramente fare “Missione” erano tante, non sapevano cosa avremmo dovuto fare, come ci saremmo dovuti rapportare con la gente del posto e come ci avrebbero accolti. La missione è incominciata con un momento di raccoglimento molto intenso, Don Moreno assieme a Padre Alfredo ha benedetto durante una piccola celebrazione tante piccole croci che sono state donate la sera stessa ad ogni componente del gruppo, oltre che un semplice segno di riconoscimento le abbiamo sentite come un elemento di appartenenza ad un gruppo di veri missionari. Nei sei giorni di missione abbiamo bussato alle porte delle case di molti dei paesi della Val di Zoldo, alcune non ci sono state aperte per “paura” di questo folto gruppo di giovani mai visti, altre invece si sono spalancate e i residenti hanno potuto apprezzare il nostro calore di romani!

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Incontro

Abbiamo addirittura avuto il piacere di essere invitati a bere qualcosa nelle case, di ascoltare le storie delle persone, di conoscere le abitudini e la storia di queste piccole realtà italiane. In questo periodo così breve, ma così intenso, oltre ad aver fatto amicizia con gli abitanti del luogo abbiamo potuto conoscere meglio i componenti del nostro gruppo e soprattutto noi stessi. Il freddo ci ha aiutato a stare più vicini e uniti in preghiera e proprio quest’ultima ci ha riscaldato i cuori. Come diceva S. Agostino: “Chi canta prega 2 volte”, abbiamo cantato così forte che abbiamo certamente superato il calcolo del Vescovo d’Ippona. Le celebrazioni del triduo pasquale si sono svolte in meravigliose e decorate cappelle nelle quali la lavorazione del legno faceva da padrona; per noi abituati al cemento della capitale è stato un visitare delle opere d’arte e toccarle con mano. Non sono ovviamente mancate parentesi goliardiche: il famoso detto “una palla di neve al giorno toglie il medico di torno” è stato rispettato; tutta quella neve alla nostra portata era così invitante, nessuno di noi ha resistito.

Questa missione per conto di Dio

La nostra giornata iniziava con una preghiera la mattina presto e finiva la sera tardi con il ringraziamento a Maria. Proprio a Maria avevamo affidato la Missione e con una sua immagine siamo andati casa per casa. La Madonna di Schoenstatt, alla quale il nostro gruppo è devoto, ci ha accompagnato e ci è stata vicino in ogni momento. L’organizzatrice di questa missione per conto di Dio è stata un faro per tutti noi, è stata impeccabile nel risolvere come un piccolo Einstein tutti i problemi che si sono creati nel gestire un gruppo di 50 persone, niente male per una “bea tosa” di 24 anni. Tutto ci non sarebbe mai stato possibile senza la disponibilità di Don Moreno al quale va ovviamente il ringraziamento più grande e caloroso!

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