Postato su 18. Maggio 2018 In Campagna

Un uomo solo può muovere il mondo, se è di Dio

Campagna del Rosario della Madonna Pellegrina, Ana C. de Echevarría •

Nella periferia di Roma, zona Casalotti, sorge il Santuario Matri Ecclesiae, che ha la missione di far si che si compia il sogno di Padre Kentenich di contribuire da Schoenstatt per forgiare una Chiesa vicina, che sia anima della cultura e del mondo e che si muova vicino al popolo. Per questo non è casuale che una delle tre sale di riunione del Centro Internazionale di Schoenstatt, Belmonte, sia stata dedicata a Joao Luiz Pozzobon. A presiedere il luogo c’è un grande quadro – di un metro e ottanta per un metro e venti – che racconta la storia della sua vita e della sua Campagna nel linguaggio universale della immagine. In questo modo, tutti i pellegrini di diverse lingue che visitano questo Santuario possono conoscere la persona, la vita e la missione di Don Joao Pozzobon.—

Un quadro che racconta la storia di Joao Pozzobon e della sua Campagna

Pozzobon

Joao Pozzobon’s Consecration to the Rosary

Basandosi su foto storiche, la pittrice Ana Adrogué di Cambaceres ha ritratto i volti di numerosi testimoni e protagonisti della Campagna che hanno assunto il compito missionario in diversi paesi e continenti. Ha anche rappresentato, in piccole scene, la storia della Campagna dai suoi inizi e lo spirito che ispirò Don Joao e che oggi anima i missionari.

In questo quadro tutto sorge dal piccolo Santuario Tabor. È all’ombra di questo Santuario che Don Joao ricevette la missione il 10 settembre 1950 quando una Sorella di Maria , Suor Teresinha Gobbo, gli ha consegnato la Immagine Pellegrina di Nostra Signora di Schoenstatt per compiere una Campagna del Rosario nelle famiglie, in quell’Anno Santo. Vicino al Santuario si trova la casa di Don Joao che fungeva anche da magazzino. Li lo si vede mentre lavora per il sostentamento della sua famiglia, portando merce per i suoi affari. “Poco importa muovere il mondo intero, se trascuro la mia famiglia…” diceva Don Joao. Lo si vede con la zappa nell’orto dietro la sua casa. Con sua moglie e i suoi sette figli.  Sono rappresentate anche scene dove Don Joao appare in visita alle famiglie; mentre esce dall’ospedale; con i bambini in una scuola; con i prigionieri. Lo vediamo nella Vila Nobre, mentre si occupa dei più bisognosi; nel Santuario di Londrina, mentre si consacra a pregare il Rosario, che gli consegna Padre Gilberto Cavani; anche con Ubaldo Pimentel in un eremo, durante una delle giornate di adorazione che organizzava con le persone locali.

Queste scene sono ritagliate sul paesaggio delle colline che incorniciano Santa Maria e, sullo sfondo, avvolta nella nebbia, è disegnata la sagoma della cupola di San Pietro, che spunta dietro il Santuario. Questo ci ricorda come Don Joao amò profondamente la Chiesa e camminò “sempre unito alla Santa Chiesa, al Papa e ai vescovi” (JLP), sulle orme di Padre Kentenich.

Un fiume di nuovi Joao

Dalla fonte di grazia del Santuario Tabor sgorga con grande vigore un arcobaleno e genera una spirale che tinge con i suoi colori tutto il quadro e si mostra in tutti i suoi angoli. È una spirale di Alleanza, destinata ad avvolgere il mondo intero in un’atmosfera mariana e a trasformarlo, dal Santuario, attraverso la Campagna. C’è un fiume immenso di “nuovi Joao”. Cuori infiammati, “fiamme ardenti” (JLP), che si muovono portando la “Grande Missionaria” ricevuta nel Santuario. Partono, alleati con Maria. E per alimentare la loro Alleanza, camminano pregando e cercando di dare vita a quello che contemplano nel Rosario. Offrono il loro sforzo per la santificazione alla fonte di grazia del Santuario. Ci sono giovani e bambini, uomini e donne, religiose e sacerdoti, dall’Africa, dall’Asia, dall’Europa, dall’America e dall’Oceania. Una moltitudine di missionari di distinte nazioni, razze e continenti, che seguendo le orme di Don Joao, si consacrano nel Santuario come strumenti e si muovono in diverse direzioni. Per diversi sentieri marciano con allegria verso tutti i popoli del mondo “come immagini vive di Cristo e di Maria, come fonti di benedizioni” (PJK)

Padre Kentenich e la pastorale moderna

Kentenich Pozzobon schoenstatt.orgSu una collina, il Padre Fondatore contempla felice l’esplosione di vita che genera la Campagna nel suo percorso. Una grande Visitazione che Maria vuole intraprendere dal Santuario portando le sue grazie e il messaggio dell’Alleanza d’Amore; manifestandosi nelle famiglie come la gran Madre ed Educatrice del popolo, la portatrice di Cristo suo Figlio; insegnando nel suo percorso a vivere –alleati con Lei – i misteri del Vangelo. Con un gesto paterno, il Padre benedice questa “pastorale moderna” , nella quale “tutte le forze fondamentali di Schoenstatt diventano efficaci” (PJF) . Ci ricorda la parole di Don Joao: “Quella benedizione meravigliosa del Padre Fondatore è stata la forza di questa Campagna”. Il Padre sta pregando il Rosario, preghiera mariana che – come lui la concepisce- porta a pensare, vivere e amare come Cristo e Maria, ad essere uomini nuovi, riflesso vivo dell’essere e del camminare ai piedi di Cristo e della sua Madre nel mondo di oggi. La sua attitudine incoraggia i missionari a seguire i suoi passi, come ha fatto Don Joao, e a fare del Rosario vivo un cammino di Alleanza e di evangelizzazione popolare.

Determinato a dare tutto per la missione

Vicino a Don Joao Pozzobon cammina Padre Esteban Uriburu, circondato da giovani e famiglie, attraente per il suo fuoco missionario. Porta nelle sue braccia la Immagine Pellegrina, appoggiata al suo cuore. Nel Santuario Tabor si è consacrato alla Campagna e ha offerto la sua vita per quella. Con il suo esempio e le sue parole invita tutti a seguire le orme di Don Joao.

Nel centro del quadro, camminando a passo sostenuto, c’è Don Joao, “con la Pellegrina sulla spalla e il Rosario nella mano” (JLP), “sempre in preghiera” (JLP), “con lo spirito sempre volto al Santuario” (JLP), “legato all’origine, ai primi, al Padre Fondatore” (JLP), determinato a dare tutto per la missione. Ci chiama con il suo sguardo a seguire il suo cammino: “Azione e contemplazione” (JLP), “Per amore della Campagna, essere eroi, oggi” (JLP). Nel suo percorso sembra dirci: “Un uomo solo può muovere il mondo, se è di Dio” (JLP).

 

P. Esteban Uriburu - Pozzobon

P. Esteban Uriburu

Originale: Spagnole, 06.05.2018. Traduzione: Laura Agoglia, Roma, Italia

All’ incrocio delle strade: le edicole

 

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