Postato su 31. Agosto 2017 In Schoenstatt in uscita

Giovani in cammino sulle strade di San Francesco

ITALIA,  Federico Bauml •

Dal 6 al 12 agosto, il gruppo dopocresima della parrocchia di S. Patroni, la casa romana dei Padri di Schoenstatt, ha percorso il Cammino di San Francesco. Un’esperienza indimenticabile, raccontata al nostro sito da chi vi ha preso parte.

La sfida

“Sapete come inizia un cammino di 100 km? … con un solo passo”.

Con queste parole, Padre Facundo ha aperto l’omelia della messa di invio del cammino di Francesco, prima di consegnare ai pellegrini la credenziale e il “tau” di San Francesco.

Ad ascoltare l’omelia c’era una platea particolare, composta dai ragazzi adolescenti insieme ai loro animatori. Tanti i sentimenti che si sovrapponevano: l’euforia dello stare insieme, la paura della fatica, l’attesa del giorno dopo.

Questa la sfida: percorrere, a piedi, la strada da Arrone ad Assisi, 100 km (un po’ meno, ma che resti un segreto). Un cammino che nella nostra testa era iniziato già da qualche mese: ognuno ha contribuito alla preparazione, dedicandosi alla fase spirituale e a quella logistica.

E fu sera, e fu mattina

La sveglia suona prestissimo, al più tardi alle 5, perché bisogna evitare di camminare con il caldo di un agosto tra i più caldi di sempre. A tirare su le palpebre semichiuse, per fortuna, ci pensa l’alba, in tutto il suo splendore, che ogni mattina fa da cornice al breve momento di preghiera che precede la camminata.

E allora si parte, zaino in spallo e Madonna Pellegrina che a turno accompagna uno dei pellegrini per un breve tratto di strada.

Il primo giorno vola, 18 chilometri sembrano 100 metri, quasi una passeggiata, neanche poi così lunga.

Non così, invece, il secondo: per arrivare a Spoleto bisogna salire, e il sentiero è ripido; la fatica inizia a farsi sentire, l’acqua a scarseggiare. Ma non scarseggia certo l’entusiasmo, in un gruppo di adolescenti che certo non si ferma di fronte alla prima avversità.

E così la strada prosegue: Arrone, Ceselli, Spoleto, Trevi e Foligno, una dopo l’altra, tra una salita e una discesa in mezzo alla natura umbra che ci accoglie con i suoi panorama mozzafiato. Alba dopo alba, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, Messa dopo Messa, tramonto dopo tramonto, sorriso dopo sorriso, canto dopo canto.

Finché al venerdì, poco dopo mezzogiorno, dal corso di Assisi comincia a intravedersi il rosone della basilica di S. Francesco: i sorrisi si allargano, gli occhi luccicano, gli abbracci si stringono, e i muscoli fanno un po’ meno male … ce l’abbiamo fatta!

Hic et nunc

Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Nessun libro potrebbe descrivere l’essenza di un cammino meglio delle parole di San Francesco, colui che ci ha accompagnato per tutta la settimana.

Sorprendersi a fare l’impossibile: non serve aggiungere altro.

Una somma di piccoli gesti, essenziali e straordinari. Svegliarsi alle 5 con il sorriso, aspettare chi resta indietro, prendersi cura l’uno dell’altro. Andare al proprio passo, con le gambe e con la testa. Ridurre tutto all’essenziale; rendersi conto che si può stare benissimo per 7 giorni con uno zaino, mettendo da parte i confort quotidiani per lasciar posto a qualcosa di più grande. Liberare la mente.

Ai sacerdoti che ci hanno accompagnato, agli animatori che hanno messo a disposizione il loro tempo, e ai ragazzi che hanno percorso 100 km senza mai una lamentela e con l’allegria contagiosa propria della loro età, va un grande grazie. Oltre al ricordo di un’esperienza indimenticabile, e alla promessa che le sensazioni vissute ci accompagneranno anche nei giorni in cui non saremo insieme, in cui farsi forza sarà un po’ più difficile.

Un passo alla volta, qui ed ora, hic et nunc.

 

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