Postato su 4. Ottobre 2015 In Alleanza solidale, Schoenstatt in uscita

“Sono andato come straniero e mi hanno ospitato”: cento case solidarie, risposta alla chiamata di Papa Francesco

PARAGUAY, Maria Fischer e Ani Souberlich •

“Voglio essere molto chiaro. Non c’è nessuna giustificazione sociale, morale ne da nessun tipo per accettare la mancanza d’alloggio. Sono situazioni ingiuste, ma sappiamo che Dio le soffre con noi, le vive accanto a noi. Non ci lascia da soli.” Disse Papa Francesco nel suo incontro con le persone senza tetto di Washington. “ Gesù non solo ha voluto essere solidario con ogni persona, e che ogni persona sentisi la sua compagnia, il suo aiuto e il suo amore. Lui stesso si ha identificato con tutte le persone che soffrono, piangono e sono vittime di qualche ingiustizia. Lui lo dice chiaramente: «Ho avuto fame, e mi hanno dato da mangiare; ho avuto sete, e mi hanno dato da bere; sono andato come straniero e mi hanno ospitato» (Mt 25,35)”.

Che la visita alle case solidarie si trasformi in peregrinazione

Espera techo.¡Meno male che abbiamo deciso più di un anno fa di non fermarci con le “Cento case solidarie” perché siamo arrivati al numero sperato: cento case per cento famiglie in condizioni di strema povertà, che abitavano letteralmente per strada! Con l’anno Santo della Misericordia, il Santo Padre Francesco – a chi abbiamo offerto queste case come regalo giubilare -, ci convoca a fare opere di misericordia. Lui stesso può aprire ogni mese del Anno Santo una porta della misericordia in Roma, una porta che simbolizza una di queste opere: dare da mangiare, dare da bere, visitare prigionieri, dare ospitalità…

“Mi incanta l’idea di unire dei tetti con l’anno Santo della Misericordia”, disse Ani Souberlich, “è rinforzare quella Alleanza Solidaria attualizzandoci costantemente” ‘con le voci del tempo’ pero l’obbiettivo finale è sempre lo stesso, solo cambia lo stimolo per i cuori generosi, di cui ci sono a migliaia nel mondo”.

Che nella periferia delle famiglie che vivono in povertà si aprano le porte della misericordia, porte di grazia… che le visite alla nostre famiglie si trasformino in peregrinazioni, in momenti di grazia in questo Anno Santo. “Certo” rispose Ani. “A te la visita ti ha cambiato la vita. Era un pellegrinaggio.” Hai ragione. E torna ad essere un pellegrinaggio ogni volta che “pellegrino” alle 100 casas en schoenstatt.org.

Un sorriso di luce… ancora

Luz escribio GRACIAS“Il soriso di luce”, il Soriso di questa bambina che abita in una di queste case solidarie e lotta per superare la sua malattia, per la quale non può usare bene i suoi piedi e mani, ha avuto un forte effetto. Una settimana fa, Ani Souberlich torna a visitare la famiglia. Questa è la sua istoria:

“Oggi è una giornata soleggiata, quindi ho deciso di uscire a percorrere la mia bella patria colorita. Sono andata a visitare a Luz, le ho portato dei vestitini e altre cose. Le ho detto che anche te le portavi vestiti e altre cose che le ho portato. Lei era seduta fuori che parlava con i suoi genitori. Mi si avvicina con un vaso e dei fiori fatte da lei (con EtilVinilAcetato) ¡erano per me e per te! Le ho spiegato che te eri lontana ma che le facevo sicuramente una foto per spedirtela, allora entra in casa sua e mi chiama: ‘fammi una foto con questa nota e spediscila a Maria’. Certamente non ho dubitato in farla, dopo strappa il foglietto dalla sua agendina e disse “quando torna Dalila”. Mi sono emozionata… così semplici sono i bambini… alla sua età non capisce le distanze, non sa quanto lontana sei… ho presso il bigliettino e le ho detto che te lo spedivo per posta. ¡Si sono illuminati i suoi occhi quando ha saputo che te lo facevo arrivare!

Sua mamma ora va casa per casa chiedendo se ci sono vestiti da lavare e poter così in questo modo avere un po di denaro, lava i vestiti a mano con una grande bacinella… questo è voler superarsi, andare avanti, così fa molto piacere aiutare. Non ha ne anche un lavandino per lavare ma trova il modo di lavorare ugualmente, suo marito le ha costruito un ripiano con dei tronchi perché potessi farlo con più comodità. Questa settimana se Dio vuole, faranno un consulto per le gambe di Luz con un altro dottore. Con quello che le hai inviato hanno a sufficienza per il viaggio e il consulto che costa abbastanza. Il denaro lo ho dato da un po’, appena lo hai spedito…”.

Altre tredici case in costruzione

Con le donazioni arrivate fin’ora, si stanno costruendo altre tredici case, anche se i lavori si sono fermati abbastanza per la costante pioggia che impedisce portare il materiale…

Ugualmente già si ha comprato tutto il necessario, ci sono famiglie che hanno bisogno di un tetto… un tetto per rifugiarsi, un tetto per vivere con sicurezza, per progredire nella vita…

E’ la fede che ci fa sapere che Dio è con voi, Dio è in messo a noi e la sua presenza ci mobilizza con carità. Quella carità che nasce della chiamata di un Dio che continua a chiamare sulla nostra porta, la porta di tutti noi per invitarci al amore, alla compassione, al darsi uno per gli altri.

Gesu continua a chiamare alle nostre porte, alla nostra vita. Non lo fa magicamente, ne con cartelli luminosi o fuochi d’artificio. Gesù continua a chiamare alla nostra porta con la faccia di un fratello, con la faccia di un vicino, con la faccia di chi è vicino a noi”.

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Papa Francesco nel incontro con le persone senza tetto

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La donazione necessaria per una casa è di 200 € / 250 US$
TRASFERIMENTO AL CONTO DI DONAZIONI IN PARAGUAY
Ana Esperanza Souberlich Martinez
N° di conto: 7.0175419/0
BIC UBBRPYPX
Banca Itaú Paraguay S.A. Asuncion
Paraguay
TRASFERIMENTO AL CONTO DI DONAZIONI (SEPA) – Opzione per donazioni effettuati da Europa
M.Fischer
IBAN DE08400602650062268615
BIC GENODEM1DKM
Uso previsto: Un tetto per rifugiare

CONTTATO PER DISPOSIZIONI DEI CONTANTI ATTRAVERSO MONEYGRAM

Tutto questo non va? Abbiamo altre soluzioni: [email protected]
Fotos de las casas solidarias
Originale: spagnolo. Traduzione: Gisela Ciola, Trento, Italia