Postato su 4. Settembre 2015 In Alleanza solidale, Schoenstatt in uscita

In ogni tetto, in ogni casa, in ogni chilometro percorso, in ogni donazione e in ogni sorriso c’è l’Alleanza Solidale con il nostro Papa Francesco e con i poveri …

PARAGUAY, 100 case solidali, di Ani Souberlich e Maria Fischer • F2- Laetitia Patris

“Vedere i vostri volti, i vostri figli, i vostri nonni. Ascoltare le vostre storie e tutto quello che avete realizzato per stare qui, tutte le lotte che avete fatto per avere una vita degna, un tetto. Tutto quello che fate per superare l’inclemenza del tempo, le inondazioni di queste ultime settimane, tutto questo mi riporta alla memoria la piccola famiglia di Betlemme. Una lotta che non vi ha rubato il sorriso, la gioia, la speranza. Un darsi da fare che non vi ha tolto la solidarietà, al contrario, l’ha stimolata e l’ha fatta crescere.” Sono parole di Papa Francesco, rivolte il 12 luglio ai poveri di Bañado Norte durante la sua visita che non avrebbe mai voluto perdere. Queste parole rievocano dei passi della Evangelii Nuntiandi e ciò che ha detto alla Famiglia di Schoenstatt nell’Udienza del 25 Ottobre dell’Anno giubilare del Centenario:

Bene, è vero che Maria è Colei che sa trasformare una mangiatoia in casa di Gesù con pochi stracci e una montagna di tenerezza(Una cultura dell’Incontro è una cultura d’Alleanza, Editrice Nueva Patris, 2015, p. 21).

Queste parole ci ritornano alla mente in quest’incontro del Papa dei poveri con i poveri di Asuncion, il 12 luglio u. s.

Vengono in mente anche quelle 155 case per Gesù, quelle case in cui vivono ora 155 famiglie, in povertà ma con dignità e solo perché due anni fa le parole di Papa Francesco – e il desiderio di donargli qualcosa che andasse oltre il Giubileo del Centenario – aveva ispirato in molti collaboratori e lettori di schoenstatt.org il Progetto delle “100 Case Solidali”.

Alla fine, la piccola Mariana ha potuto dare al Papa i suoi mandarini, che aveva portato all’Udienza d’Ottobre 2014, perché egli è venuto in Paraguay per prenderli.

Schoenstatt.org ha potuto consegnare a Papa Francesco le 100 case, perché è venuto a benedire il Paraguay, i poveri del Paraguay e con loro le case solidali e le famiglie che vivono e vivranno in esse.

Passandoci davanti, ha potuto vedere alcune di queste case e noi sappiamo che egli ne è al corrente.

2- Cipolletti -Argentina

La fede ci avvicina alla vita degli altri

«La fede ci rende prossimi, ci fa prossimi della vita degli altri, ci avvicina alla vita degli altri. La fede suscita il nostro impegno con gli altri, la fede suscita la nostra solidarietà: una virtù umana e cristiana, che voi avete e che molti, molti hanno e che dobbiamo imparare. La nascita di Gesù risveglia la nostra vita. Una fede che non si fa solidarietà, è una fede morta, una fede falsa. “No, io sono molto cattolico, sono molto cattolica, vado a Messa tutte le domeniche”. Ma, mi dica, signore, signora, che cosa succede là a Bañado? “Ah, non so… si … no …, non so, si…, so che c’è gente là, ma non so …” Per quanto vai a Messa la domenica, se non hai un cuore solidale, se non sai che cosa succede nel tuo popolo, la tua fede è molto debole, o è malata, o è morta. È una fede senza Cristo. La fede senza solidarietà è una fede senza Cristo, è una fede senza Dio, è una fede senza fratelli”. E allora viene quel detto, che spero di ricordare bene, ma che ritrae questo problema di una fede senza solidarietà: “Un Dio senza popolo, un popolo senza fratelli, un popolo senza Gesù”. Questa è la fede senza solidarietà. E Dio si mise in mezzo al popolo che Lui aveva scelto per accompagnarlo, e mandò il suo Figlio a questo popolo per salvarlo, per aiutarlo. Dio si fece solidale con quel popolo, e Gesù non ebbe alcun problema a scendere, umiliarsi, abbassarsi, fino a morire per ognuno di noi, per questa solidarietà da fratello, solidarietà che nasce dall’amore che aveva per suo Padre e dall’amore che aveva per noi. Ricordatevi: quando una fede non è solidale, o è debole, o è malata, o è morta. Non è la fede di Gesù.»

Parole di Papa Francesco a Bañado Norte d’Asuncion. La fede ci fa prossimi della vita degli altri. La fede suscita la nostra solidarietà. Su schoenstatt.org è stato pubblicato nel mese di maggio un articolo relativo a storie di visite delle tre case solidali; la storia della piccola Luz, che ha bisogno di fisioterapia per poter camminare e usare le mani, e della mamma che purtroppo non può contare sui soldi per pagare il viaggio della piccola per andare dalla fisioterapista, cosa che equivale a circa 12 Euro all’anno. Alla fine di maggio, con l’invio di donazioni per diverse case, sono arrivati anche 50 Euro per Luz.

Ani ha scritto: “Oggi, mentre stavamo rinnovando la nostra alleanza solidale con Papa Francesco, il sole ha brillato per un certo tempo sulla nostra terra rossa e perciò siamo potuti andare in macchina, con audacia e coraggio, alle sette case in costruzione. Me ne rimangono ancora cinque, dove devo andare più tardi!” “Tutto è molto bagnato e impercorribile, ma la macchina super mini bianca ha potuto evitare lagune e pozzanghere e arrivare alla meta. So che ora mi capirai, perché conosci le distanze e le strade da percorrere tra una casa e l’altra, non è vero? Passando per queste pozzanghere mi sono ricordata molto di te e mi dicevo: ‘Se Maria fosse qui, vedrei sul suo viso l’espressione di spavento e di stupore insieme, ma vedrei anche questo sorriso di complicità fra noi ‘pazze’, come solo noi del team più ‘pazzo’ di tutto Schoenstatt possiamo esserlo. Così tu eri oggi presente in ogni tetto e in ogni chilometro, presente nella terra che era più rossa che mai. E in ogni tetto, in ogni casa, in ogni chilometro percorso, in ogni donazione, in ogni sorriso c’è l’alleanza solidale con il nostro Papa Francesco e con i poveri”.

Parole di Papa Francesco a Bañado Norte d’Asuncion.4- reparto de ropa

La fede ci fa prossimi della vita degli altri. La fede suscita la nostra solidarietà. Su schoenstatt.org è stato pubblicato nel mese di maggio un articolo relativo a storie di visite delle tre case solidali; la storia della piccola Luz, che ha bisogno di fisioterapia per poter camminare e usare le mani, e della mamma che purtroppo non può contare sui soldi per pagare il viaggio della piccola per andare dalla fisioterapista, cosa che equivale a circa 12 Euro all’anno. Alla fine di maggio, con l’invio di donazioni per diverse case, sono arrivati anche 50 Euro per Luz.

Ani ha scritto: “Oggi, mentre stavamo rinnovando la nostra alleanza solidale con Papa Francesco, il sole ha brillato per un certo tempo sulla nostra terra rossa e perciò siamo potuti andare in macchina, con audacia e coraggio, alle sette case in costruzione. Me ne rimangono ancora cinque, dove devo andare più tardi!” “Tutto è molto bagnato e impercorribile, ma la macchina super mini bianca ha potuto evitare lagune e pozzanghere e arrivare alla meta. So che ora mi capirai, perché conosci le distanze e le strade da percorrere tra una casa e l’altra, non è vero? Passando per queste pozzanghere mi sono ricordata molto di te e mi dicevo: ‘Se Maria fosse qui, vedrei sul suo viso l’espressione di spavento e di stupore insieme, ma vedrei anche questo sorriso di complicità fra noi ‘pazze’, come solo noi del team più ‘pazzo’ di tutto Schoenstatt possiamo esserlo. Così tu eri oggi presente in ogni tetto e in ogni chilometro, presente nella terra che era più rossa che mai. E in ogni tetto, in ogni casa, in ogni chilometro percorso, in ogni donazione, in ogni sorriso c’è l’alleanza solidale con il nostro Papa Francesco e con i poveri”.

Una fede senza solidarietà è una fede morta

5- Feliz buscando juguetesLo ha detto Papa Francesco: Una fede che non si fa solidale è una fede morta. “Per quello che ne capisco io, si tratta concretamente della santità della vita quotidiana – qui con una espressione estrema in condizioni estreme – e del mistero del Corpus Christi Mysticum – e cioè, che tutti siamo membri del Corpo mistico di Cristo e che i tre ragazzi disabili / i giovani sono miei fratelli; anche Porfirio e i suoi fratelli sono miei fratelli, sua madre mia madre”, ha detto Susanne T. della Germania, leggendo la storia di Porfirio, che in una delle case solidali accudisce i suoi tre fratelli disabili costretti a stare a letto. Susanne chiede: “Avete una lavatrice? Se non l’avete, posso regalarvi la mia?” No, non ce l’hanno e tanto meno hanno un frigorifero o un fornello da cucina. “Devono avere subito ciò che gli serve. Mia zia ha già chiesto come si fa per dare qualcosa – anche se al momento si trova per due settimane in vacanza – e ha confermato di volerlo fare; e contino anche sul mio contributo, anche se questo basta solo in parte per il necessario … come ringraziamento perché i fratelli vengono accuditi, come un sostegno, come un saluto affettuoso … tutto qui. Prego per la famiglia, affinché Dio le continui a dare la forza per portare a termine la sua missione e restare fedeli ai suoi”.

“Chissà se potrete dare loro un bel saluto da parte nostra, dicendo che siamo molto contenti di loro e che gli inviamo il nostro fraterno affetto e benedizione.”

Una fede congiunta alla solidarietà è una fede viva e una fede che ha molti, veramente molti fratelli e sorelle.

“Quando sono andato in visita da Porfirio, gli ho detto che avrei pregato, affinché in breve, se Dio vuole, ci siano dei cuori generosi che vadano incontro alle loro necessità e gli ho raccontato che dietro tutto questo ci sei tu. E lui si ricordava molto bene di te! Maria, non ti posso spiegare a parole il suo sorriso e il brillar dei suoi occhi. Maria, questi sono santi e non ingenui, veri santi della vita quotidiana e credo che quello che facciamo noi , quello che fai tu, che fa P. José Maria e molte altre persone e anch’io, non è da paragonare a quello che fa Porfirio per i suoi 3 fratelli. Questo sì che è sacrificio, rinunzia, prodigarsi con abnegazione, per puro amore! E tu sai e io so che è una pazzia, ma ho piena fiducia e in breve ‘allevieremo’ questa famiglia; non certo tutt’in una volta, ma lo faremo”.

3- Diusburg -Walsum

E intanto continuiamo a costruire

A causa della pioggia intensa e prolungata si è potuto cominciare solo da poco, lo scorso fine settimana, con la costruzione delle ultime case finanziate finora – case solidali con il nome della parrocchia di Duisburg Walsum in Germania, di un Santuario Domestico della città di Cipolletti, Rio Negro, Argentina, una casa con la missione di essere Santuario-Dimora del Padre (Vaterhaus-Heiligtum) e una del corso “Laetitia Patris” della Federazione-Mamme di Germania, una casa dedicata alla Vergine Maria, un’altra a Sant’Antonio, una a San Michele Arcangelo e una casa a “Padre Kentenich”, con il contributo, che non poteva mancare, dell’iniziatrice della cosiddetta Prayer-Rally ossia Catena di Preghiera per Papa Francesco.

In una delle visite a queste case, Ani Souberlich ha portato – come d’abitudine – giochi per bambini, roba e qualcosa da mangiare. In solidarietà, con passi semplici e personali.

“Invio le fotografie”, scrive Ani. “Ho messo anche un cartellone per l’Italia (25 Euro), perché vedano che per poco che uno possa dare, con tanti piccoli contributi avremo ciò che basta per un tetto!”

G1- Italien   POR_Button_Casas

 

 

Casas solidarias 2014 – Häuser der Solidarität 2014

La donazione per una casa ammonta a 200 € /250 US$.

 

Si prega di contattare qui per disponibilità in contanti, via Moneygram Versamento sul Conto Offerte (è il modo più vantaggioso per la zona SEPA)

A, Souberlich/M. Fischer
IBAN DE08400602650062268615 (Kto: 62268615, BLZ 40060265, DKM Münster)
BIC GENODEM1DKM

Causale: Un tetto Paraguay

Tutto questo non va? Allora mettersi semplicemente in contatto: [email protected]

Si prega di specificare se l’offerta è per un preciso Santuario – sono arrivate anche offerte senza riferimento ad un Santuario concreto.

“100 case della solidarietà” è un progetto del Giubileo del Centenario, ideato dai collaboratori di schoenstatt.org ed è un Dono giubilare a Papa Francesco.

Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

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