Postato su 31. Luglio 2015 In Missioni, Schoenstatt in uscita

Le montagne furono fatte per essere scalate

ITALIA, Braulio Heisecke/Misión Roma

Domenica, 28 giugno, siamo partiti con trenta bambini e ragazzi della parrocchia “Santi Patroni d’Italia” in Trastevere – dei quali si occupano al momento i Padri di Schoenstatt – per il “Campo Estivo 2015”, organizzato da giovani, tra i 15 e i 17 anni, della stessa parrocchia.

Un campeggio per la gioventù della parrocchia

Dopo aver trascorso circa quattro mesi a Roma – entusiasmandoci, conoscendo persone, perfezionando la lingua, creando dei rapporti e soprattutto pregando – ci siamo trovati, come gruppo, davanti ad una grande sfida, ossia di aiutare il gruppo dei giovani ad organizzare un campeggio su misura per i più piccoli della parrocchia.

Per loro è stata certamente la prima esperienza di organizzazione, su propria responsabilità, e la nostra idea è stata fin dall’inizio quella di trasmettere loro un’esperienza di vita, un piccolo grande lavoro per la parrocchia e soprattutto per i più piccoli, per riprendere così questa tradizione di campeggi che era stata trascurata già da molto tempo.

Dopo circa due mesi di preparazione, mediante riunioni settimanali e lavoro suddiviso in gruppi, eravamo pronti per la partenza e la grande avventura ha preso il via. Siamo partiti dalla parrocchia di Roma, con i genitori e i bambini che vi si erano radunati, verso una delle più grandi meraviglie naturali d’Italia, quella del “Gran Sasso”, con un’altezza di 2912 m. s.l.m., il massiccio più alto degli Appennini, situato nella catena dei monti d’Abruzzo, al confine tra le province di Teramo e L’Aquila.

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Fino alla cima

Abitavamo in un antico ostello, che nei quattro giorni di campeggio è diventato per così dire la nostra casa; siamo rimasti attoniti per il semplice fatto che questo ostello si trovi a 1850 m. s.l.m., praticamente la doppia altezza del “Cerro Tres Kandu”, che con i suoi 842 metri è il punto più alto del Paraguay.

Il campeggio si è svolto sostanzialmente con passeggiate di mattina presto, in montagna e dintorni, e con tornei e gare sportive e intellettuali di pomeriggio, dove ognuno faceva parte di un gruppo, guidato da un giovane più grande, per creare così il senso di appartenenza al gruppo e fare di tutto pur di vincere come gruppo.

Le escursioni alle falde e nei dintorni della montagna sono state, come già accennato, le attività principali del mattino e sono servite come allenamento per la grande sfida che presentava il vero e proprio traguardo, ossia il sentiero tra i due picchi più alti del Gran Sasso, chiamati “Corno Piccolo” e “Corno Grande”, giungendo praticamente a quasi 2400 metri di altezza, una vera sfida per lo strapazzo fisico e psichico, se si pensa che stavamo camminando con ragazzini dai 10 anni in su!

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Un’esperienza e una testimonianza

L’esperienza – come responsabili della Misión Roma e dopo aver accompagnato tutto il lavoro preliminare con i ragazzi – è stata molto bella; i legami si sono rafforzati e approfonditi, soprattutto grazie al tempo trascorso insieme, alle risate fatte insieme, alla responsabilità e a tutto ciò che abbiamo imparato da loro e loro da noi. Il fatto di aver lavorato in gruppo per raggiungere una grande meta, una meta in comune, ha rappresentato un’esperienza e una testimonianza molto bella e molto forte per i più piccoli e per le famiglie della parrocchia.

Il campeggio ha simboleggiato, da un lato, l’inizio di un’attività, che con il passar del tempo era stata trascurata, perché noi responsabili della Misión crediamo fermamente che creare delle tradizioni e un certo tipo di mistica, all’interno di ogni tipo di gruppo giovanile, sia un bell’investimento, pur restando chiaro che all’inizio si tratta di un processo lento e molto stressante, ma che le cose, una volta avviate, vanno avanti da sole, tanto che il poter partecipare e collaborare diventa un “sacro onore”, perché una gran parte della spiritualità e delle forti esperienze dell’anno trova qui le sue radici.

Dall’altro lato si trattava della chiusura delle attività parrocchiali prima della pausa estiva, la fine dell’anno accademico; qui in Europa è la fine dell’anno scolastico e quindi un momento speciale per i genitori e i figli. Contando il tempo del campeggio, sono passati cinque mesi da quando siamo arrivati in Italia e ci siamo resi conto che tra noi tutti esiste già un certo legame ed è stata una bella esperienza anche per noi, che ci siamo sentiti voluti bene. Per il fatto di esserci messi a servizio degli altri, disinteressatamente, abbiamo avuto anche la possibilità di poter conoscere bene le persone, creare amicizie e vivere insieme quest’esperienza di fede.

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Questa montagna sarà fonte di ispirazione e motivazione

Quando si scala una montagna, ci si concentra sul calcolare bene le forze e sul fare un passo dopo l’altro verso la meta, verso la cima. Dopo aver esaurito tutta l’energia, la concentrazione e l’entusiasmo, ci si gira intorno e si vede tutto il cammino lasciato dietro di sé e ci si ferma per apprezzare e godere i frutti dello sforzo fatto. Il panorama che si vede dalla vetta è sempre incredibile, che sia essa più alta o meno alta. Per noi responsabili missionari, il campeggio è stato un punto importante, una pietra miliare, sul sentiero verso la vetta che abbiamo davanti a noi, come gruppo. Il campeggio è stato al contempo una sosta, in cui abbiamo fatto una breve, ma importante pausa, in cui ci siamo potuti guardare intorno e vedere tutto il percorso fatto. Ci siamo resi conto di trovarci molto in alto, visto che ci è costato molto sforzo arrivare fin qui, ma ci siamo resi anche conto che resta sempre un grande tratto, una gran quantità di lavoro e di compiti da fare, ma soprattutto molto da imparare e da condividere.

Non lasciamoci intimidire dalla montagna che stiamo scalando, perché, al contrario, questa montagna sarà per noi fonte di ispirazione e di motivazione, perché le montagne furono fatte per essere scalate.

Schoenstattiani in rete, in pellegrinaggio verso il Cammino di Compostela. Questa è l’offerta dei tre responsabili della “Mision Roma”, che lunedì, alla vigilia del “Cammino”, si sono messi in viaggio con un gruppo più grande di ragazzi italiani, portando con sé nel bagaglio le intenzioni di molte persone – comprese quelle di tutti coloro che le inviano al Santuario Originale per mezzo di schoenstatt.org.

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Originale: Spagnolo. Traduzione: Maria D. Congiu, Roma, Italia

 

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