Postato su 29. luglio 2015 In secondo seculo

Tre domande intorno a Schoenstatt nel secondo secolo dell’Alleanza d’Amore (34)

Oggi risponde Octavio Cezarini Avila, che abita in Curitiba e lavora in relazioni pubbliche. Lui collabora nell’archidiocesi nella Pastorale degli Emigranti e accompagna, a distanza, la Gioventù Maschile di Ibiporá •

Dopo sei mesi di pellegrinaggio per il secondo secolo dell’Alleanza d’Amore….Come sogna questo Schoenstatt nel suo essere, nel suo essere nella Chiesa e nel mondo, nella sua missione?

Sogno un Schoenstatt che rinnovi il suo impegno con la cultura d’Alleanza, riaffermi il suo carisma di vincoli e aumenti il suo impegno con la Chiesa. Più che un appoggio al Papa, appoggiare alla Chiesa locale, nelle sue dimensioni pastorali. Questo è un mezzo più efficace per stare vicini ai poveri, ai prediletti del Vangelo. Con tutto, non solo con uno sguardo pietoso, di aiuto Ma che è necessario incorporarli al proprio essere del Movimento. Siamo un Movimento di educazione nevvero? Perciò credo che è necessario che incorporiamo tutti nella pedagogia di Schoenstatt e permettere inoltre che essa sia toccata da queste nuove realtà. Il mondo ha bisogno del Movimento, e il Movimento ha bisogno di stare in movimento. Questo gioco di parole, il riflesso di una mente che ha sognato molto con lo spirito di solidarietà ardendo nei cuori degli schoenstattiani. Ardiamo o siamo indifferenti?

Per compiere questo sogno, che cosa dobbiamo evitare o tralasciare?

Anzitutto guardare qual è la novità che è Francesco. La realtà della morale sessuale è un fatto nella Chiesa, appoggiata dal Papa, ma perché insistiamo, nelle nostre riunioni e conversazioni informali, in accentuarlo in un deperimento della morale sociale? Francesco ha la concezione di che ambedue sono ugualmente importanti, ma per considerare una dolorosa realtà latino americana, dà più rilievo alla morale sociale. Siamo tanto disabituati che perfino il Papa è tacciato di “comunista”. Abbiamo bisogno nella Chiesa….di pastori che tocchino le loro pecore, piangono e sorridono con loro. Oggigiorno, per me, la morale sociale la trascuriamo un po’

Un secondo punto si riferisce ad un processo intellettuale, e perciò avremmo bisogno dei nostri teologici e dei nostri interessati nella filosofia kentenichiana. Così i marxisti attualizzano costantemente a Marx, i Weberiani a Weber, è importante attualizzare il Padre e fondatore per conservarlo vivo, anche nei mezzi accademici. È necessario consultare i nostri “libri didattici” per la gioventù e le coppie, per gli uomini e le madri, e studiare le nuove forme che sorgono nella società. Che cosa ha a che vedere il consumo con tutto ciò, o sono solamente i mezzi di comunicazione quelli che influiscono? Le relazioni del lavoro nel secolo XXI, l’Internet e la comprensione dello spazio-tempo, ad esempio, devono essere confrontati con P. Kentenich, e da lui trarne risposte.

Per arrivare a compiere questo sogno, quali passi concreti dobbiamo fare?

Riaffermiamo con certezza quello che diciamo: siamo missionari. Schoenstatt è un Movimento di missione e lo riaffermo per l’esperienza brasiliana. Quanto attiva di nuovo l’attività missionaria lo spirito della nostra Famiglia di Schoenstatt! Ciononostante, la missione prevede dovere “ascoltare” più che “annunciare”. Non dovremmo essere paragonati a coloro che bussano alla porta e dicono: “Hai un minuto per ascoltare qualcosa intorno a Gesù”, bensì domandare: “Disponi di un minuto per raccontarci qualcosa di te stesso?” È una differenza essenziale, che ci rinnova, cancella i nostri preconcetti e si apre all’amore. L’annuncio è propriamente un dialogo.

Questa caratteristica missionaria potrebbe essere applicata in diverse situazioni. Inoltre voglio mettere in evidenza un cammino: nella Conferenza di Pentecoste (2015) affermiamo di nuovo la nostra priorità sulla famiglia e sulla gioventù. Ai membri della Famiglia e a coloro che non lo sono, si devono ascoltare, se hanno buona volontà. Un ottimo cammino è farne parte attraverso la Campagna della Madonna Pellegrina nella società. Il Movimento organizzato deve impegnarsi di più con Lei, ma solo se Lei è radicata nella vita comunitaria. È anche interessante aprirci alle strutture delle diocesi, ossia i settori pastorali, ministeri, corsi e commissioni. Maria apre i cammini!

Projeto Pão - jul15 La fotografia in cui sono con alcuni ragazzi caricando alimenti è un progetto chiamato “Projeto Pao” della Gioventù di Schoenstatt di Curitiba, dove regaliamo alimenti alla gente della strada la settimana scorsa.

Originale: spagnolo. Traduzione: Maria Tedeschi, La Plata, Argentina

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