Riflessioni

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2014-11-24 15:53:46

P. Carlos Padilla. Siamo arrivati alla fine di un anno di grazie, di un anno di vita, di un anno di speranza. Abbiamo potuto celebrare il Giubileo a Schoenstatt, a Roma, in Spagna. Noi che abbiamo potuto viaggiare a Schoenstatt ci siamo riuniti come Famiglia giunta da tutti gli angoli del mondo. Ci siamo trattenuti davanti al Santuario Originale con il cuore colmo di gratitudine. Era necessario vivere quel giorno. Alcuni abbiamo potuto essere presenti personalmente. Altri l’hanno fatto dai loro Santuari filiali o santuari domestici. Ma a tutti tocca rinnovare la nostra Alleanza d’Amore nel cuore, nel più profondo dell’anima. Il Giubileo vuole essere quell’incontro personale e profondo con Dio e con Maria. Vogliamo adesso ringraziare per quanto abbiamo vissuto. Sicuramente che Dio ha superato in grandezza, quanto immaginavamo sarebbe stato il Giubileo. Quale regalo concreto, chissà nascosto, ci ha dato Maria in questi giorni del Giubileo, a Roma, in Schoenstatt, nel nostro focolare? Che cosa abbiamo dedicato il giorno in cui abbiamo rinnovato l’Alleanza?

2014-10-26 15:39:33

IN POCHE PAROLE, P. Joaquín Alliende L. La Gioventù Maschile, dopo il silenzio dei cannoni della seconda Guerra Mondiale, appena è stato possibile andare in pellegrinaggio a Schoenstatt, si è riunita all’ombra del Santuario, per ringraziare di tutto quello che avevano ricevuto: né Hitler, né la guerra erano riusciti a distruggere il Santuario. Ed allora una antica volontà del Fondatore si è trasformata in programma per il futuro immediato. Nostro padre aveva affermato: “dal piccolo santuario della valle erigeremo sulla cima del monte, una cattedrale di gratitudine e di lode alla Santissima Trinità”. La scintilla ha infiammato i cuori. Le parole del Fondatore si sono ripetute tra i giovani che hanno deciso di iniziare la tanto desiderata cattedrale, che loro consideravano la cosa più urgente. E sorta un’idea semplice ed appassionata: “noi saremo i primi. Raccoglieremo tra le rovine della nostra patria i residui di metalli. Li fonderemo e con i getti caldi del bronzo riempiremo modelli di campane gioiose”. Quando sono state pronte, le abbiamo appese a pali semplici, dietro la Casa d’Alleanza, dove una cava abbandonata lasciava uno spazio libero nel bosco. Negli anni 50 le facevamo suonare. L’amalgama del bronzo era molto deficiente e l’armonia ancora peggio. Quel campanile è stato l’Amore vivo per la Madre, Regina e Vittoriosa. È stato l’eloquente presagio del nostro prezioso tempio dedicato alla Santissima Trinità, da dove nostro Padre aspettava la risurrezione.

2014-10-16 06:25:46

IN POCHE PAROLE, P. Joaquin Alliende. Già restano pochi giorni, ore. Stiamo vivendo una specie di avvento, cioè un desiderio intenso che il cielo ci regali la brezza di una nuova primavera inesorabile. Così lo crediamo, da una speranza che tratta di essere umile e audace. In questi ultimi giorni di preparazione, si ascolta continuamente la parola “autenticità”. Tanti hanno desiderato anche inserire una petizione di perdono.




2014-09-24 00:47:12

IN POCHE PAROLE, P. Joaquín Alliende. Fritz conosceva la morte da molto presto. Suo padre era morto, quado lui aveva appena 1 anno. Sua madre vedova aveva lottato duramente per alimentare e educare 4 figli. Molto giovane aveva cominciato i suoi studi nel Seminario Pallottino. È stato uno dei primi congregati che ha lasciato la Valle di Schoenstatt per combattere al fronte. Ma la tubercolosi lo colpisce prima delle pallottole. Ma allora non c’era rimedio per il fatidico bacillo…Ritorna a Schoenstatt per vivere il suo tempo finale accanto al Santuario. Si indebolisce di giorno in giorno Per occuparsi in qualcosa, usa le sue abilità manuali preparando un regalo fantastico per la sua Regina.

2014-09-18 04:22:26

IN POCHE PAROLE, P. Joaquin Alliende. La parola “rapiamur” indica in latino un azione decisa e quasi violenta. Significa accogliere qualcosa e trasferirlo. Cristo è Colui che ci trasferisce dal peccato alla grazia. E noi con tutto il creato, siamo le creature. Egli è il Verbo della Trinità creatrice. E noi siamo con tutto il creato le creature, che condividiamo un compito: fare visibile l’Invisibile, attrarre il finito verso l’infinito. Il Prefazio, nella Liturgia di Natale, parla di questo “trasferimento” dalla terra al cielo, usando in latino la già citata parola “rapiamur”. Nel suono delle sue tre sillabe risuona “rapina”, “uccello da rapina” (aquila). Anche nel significato militare: i vincitori “hanno riscosso la loro rapina”. Il testo natalizio si potrebbe tradurre così: la Parola diventa carne, affinché, conoscendola visibilmente, Egli ci sequestri come la sua rapina per l’amore dell’Invisibile”. Concretamente il piccolo corpo palpabile del Bambino di Maria a Betlemme ci ruba per il cielo. Siamo la sua rapina. Egli ci strappa quasi con forza per depositarci nella mano che accarezza del Padre e il bacio dello Spirito Santo.

2014-09-03 19:26:17

IN POCHE PAROLE, P. Joaquín Alliende. Il Concilio Vaticano II ha insistito a dovere lasciare indietro forme vecchie. In alcuni paesi si è nominata una commissione di specialisti. Il loro lavoro era revisionare il testo dei canti liturgici e di pietà popolare. Il più rigoroso tra quegli esperti era un rinomato liturgista. Lui ha consigliato, come esigenza assoluta, cancellare le parole “tenero” e “dolce”, ogni volta che apparivano. Dopo alcun tempo il liturgista è andato a vivere da rigoroso eremita in un deserto. 4 anni dopo, ha lasciato il sacerdozio e ha dichiarato ai suoi amici: “il cattolicesimo è una ghiacciaia, senza temperatura né sentimento.

2014-08-20 02:13:15

IN POCHE PAROLE. P. Joaquin Alliende. . Mons. Jorge Bergoglio assumeva come il nuovo Arcivescovo della immensa città di Buenos Aires ed annunciava con voce calda e decisa, che il suo piano di lavoro pastorale per il futuro, si poteva condensare in tre imperativi. Il primo vocabolo già era una sua invenzione linguistica.

 



2014-08-06 20:46:48

IN POCHE PAROLE, P. Joaquín Alliende L. Era naturalmente timido, come alcune persone molto intelligenti. Era agile, camminava senza fare rumore. Poteva citare opportunamente Rilke o qualcosa di Spaemann. Una volta ci ha chiamato per commentare di alcuni Chagall appena scoperti. Un altro anno gli interessava dialogare intorno alla teologia della liberazione con il punto di vista kentenichiano della storia. Gli piaceva vedere buon football per TV e giocare volleyball, che lo appassionava. Quando perdeva spesso si notava una smorfia sul viso di disgusto. Nell’Adorazione al Santissimo chinava il corpo verso la destra, ma sempre eretto. Nostro Padre gli ha detto a Milwaukee che aveva una sensibilità sempre all’erta come quella di uno scoiattolo. Una volta gli ha raccomandato di tenere nella sua stanza frutta secca e uva passa (Studentenfutter), affinché Günther accompagnasse con qualcosa di saporito le sue variate letture alla fine della giornata. Lavava i piatti con una rapidità insuperabile.

2014-08-01 20:22:13

IN POCHE PAROLE,  P. Joaquín Alliende.Si afferma che un gran convertito inglese del secolo XX, Gilbert Chesterton demitizzava l’immagine antiquata di San Francesco di Assisi. Alcuno potrebbe domandarsi coscienziosamente, dopo gli ultimi cento anni: la figura che noi schoenstattiani presentiamo di P. Kentenich: si dovrebbe purificare o completare?

 

 

2014-07-27 17:58:41

IN POCHE PAROLE, P. Joaquín Alliende. Si afferma che un gran convertito inglese del secolo XX, Gilbert Chesterton demitizzava l'immagine antiquata di San Francesco di Assisi. Alcuno potrebbe domandarsi coscienziosamente, dopo gli ultimi cento anni: la figura che noi schoenstattiani presentiamo di P. Kentenich: si dovrebbe purificare o completare?





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